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La voglia matta del popolo rosso - 14 novembre - Fonte: corrieredibologna.it

Su via Cavalieri Ducati, proprio di fronte all’ingresso della fabbrica dove ogni giorno transitano migliaia di operai-tifosi, sventola alla finestra del primo piano di una vecchia casa una bandiera di Valentino Rossi. È stata esposta, dicono, da una tifosa del pesarese e messa proprio lì, davanti alla faccia dei grandi avversari della Ducati, quasi in segno di sfregio. Valentino RossiQuesta rivalità potrebbe però concludersi presto se al termine della prossima stagione Valentino dovesse davvero approdare a Borgo Panigale. Se lo è lasciato sfuggire, il nove volte campione del mondo, in un’intervista con la tv britannica Bbc un paio di giorni fa. «La Yamaha deve scegliere per il 2011: o me o Lorenzo, altrimenti vado in Ducati». Rossi ha poi cercato di correggere il tiro, ma intanto tutto il popolo della Rossa ha cominciato a sognare. Il prossimo inverno sarà un momento caldissimo per il mercato piloti: i quattro big, Rossi, Stoner, Lorenzo e Pedrosa, vanno tutti a scadenza. L’italiano sarà sicuramente l’uomo che sposta gli equilibri e che detterà anche le linee strategiche degli altri.

VALENTINO IN ROSSO - Il flirt fra Rossi e la Ducati non è roba di oggi: nel periodo in cui Casey Stoner ha dovuto saltare tre gare in questa stagione, pare che da Borgo Panigale avessero già approcciato Valentino. Salire in sella alla Rossa rappresenterebbe la chiusura di un ciclo per il pilota di Tavullia, che ha vinto con qualunque moto cominciando proprio con un’italiana. I primi titoli mondiali arrivano infatti alla guida dell’Aprilia, in 125 nel 1997 e in 250 nel 1999, e la Ducati rappresenterebbe quindi l’ultima grande sfida dopo i successi ottenuti, prima in 500 poi in Moto Gp, con Honda e Yamaha. «Quello che deciderà, per noi andrà bene», fanno sapere dal fan club ufficiale di Tavullia, mentre nel cuore pulsante della fabbrica lo aspettano a braccia aperte: Valentino sulla Ducati sarebbe l’equivalente di Michael Schumacher in Ferrari nel 1996. «L’arrivo in Ducati sarebbe un valore aggiunto anche per lui — spiega un operaio all’uscita dalla fabbrica — Schumi vinse due mondiali anche alla Benetton, ma il salto di qualità nella popolarità lo ebbe in Ferrari. Oggi la Ducati è la Ferrari delle moto».

LA CARRIERA - Con nove titoli mondiali già in bacheca, Valentino ha anche ventilato la possibilità del ritiro al termine della prossima stagione, quando scadrà il contratto con la Yamaha. Ha tanti altri interessi, il campione pesarese, dal sogno Formula 1 mai realmente riposto in un cassetto a quello della sua altra grande passione, i rally. Ma se la Ducati gli aprisse le porte, difficilmente direbbe di no: con Honda ha già vinto, se Yamaha deciderà di puntare su Lorenzo l’ultima grande sfida sarà salire sulla moto bolognese. «Vincere con un pilota italiano su una moto italiana sarebbe il top», ammette Salvatore del reparto montaggio motori, «sarebbe bellissimo se battesse il record di Agostini (gli mancano però ben sei mondiali, ndr) su una moto italiana», gli fa eco Davide dell’officina di collaudo.

ROSSI E STONER - L’arrivo di Valentino porrebbe però immediatamente un nuovo quesito: è possibile la convivenza con Stoner nello stesso team? E qui, i pareri sono tutti abbastanza negativi. «Due galli nel pollaio sono troppi. Guardate cosa sta succedendo ora in Yamaha con Lorenzo...». Interessante è l’analisi di Andrea, reparto collaudo: «Se dovesse arrivare, credo che Valentino si porterebbe dietro il suo team, fatto di persone di cui si fida ciecamente. Avrebbe una moto ufficiale ma con un suo team, mentre la squadra Ducati rimarrebbe con Stoner. L’australiano deve restare perché ha già dimostrato di essere l’unico pilota che è stato in grado di adattarsi a una moto più complicata di Honda o Yamaha». Qualche voce fuori dal coro però c’è sempre. «Spero non venga, perché quando vince è sempre un trionfo suo e non della moto. Poi è poco serio, non mi piacerebbe avere dei cani o dei gatti sulla moto...», dice un operaio. «Andiamo avanti con Stoner, Valentino non mi sta simpatico. Se dovesse arrivare? Tiferei comunque Ducati», ribatte un altro dipendente proprio mentre transita di fronte alla bandiera di Rossi lanciandole un’occhiataccia.
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